Hic et nunc

Riceviamo e pubblichiamo

 

Hic Et Nunc

Sono passati quasi cento giorni dall’inizio dello sciopero della fame del fratello e compagno anarchico Alfredo Cospito contro il regime che lo vede prigioniero di 41-bis nel campo di sterminio sassarese di Bancali.
In questi poco più di tre mesi a sollevarsi non sono state solo le voci degli anarchici in tutto il mondo, bensì anche quelle di tantissime associazioni, istituzioni, media, artisti, magistrati, ex ministri della giustizia, garantisti, etc. etc.
Molte di queste figure per niente amici o simpatizzanti degli anarchici e viceversa, almeno spero…
Come avevo scritto in un testo precedente, questo non è affatto uno sciopero della fame come se ne son fatti fino ad oggi, tranne quei pochi che purtroppo sono diventati famosi e hanno portato alla morte le persone che lo avevano intrapreso.
Quindi c’era bisogno che oltre agli anarchici ne parlassero anche le tante figure di cui sopra, perché le ritengo uniche a poter cambiare lo stato delle cose riguardo alla condizione carceraria di Alfredo.
A differenza della mole di volantini che vengono distribuiti durante cortei, presidi e altre iniziative queste figure entrano nelle case della gente ventiquattro ore su ventiquattro attraverso la tv, la radio, i giornali con parole semplici e non con una terminologia filosofica e difficile da leggere per un qualsiasi cittadino.
Sbattono il problema in faccia ai governanti avvisandoli, nel modo democratico con cui amano sentirsi dire le cose:“Occhio che ve lo stiamo dicendo in anticipo e soprattutto da tempo”.
Al governo gli sono entrate le voci da un orecchio e le ha fatte uscire dall’altro; con tutta la lucidità e la volontà che può appartenere ad un boia sul patibolo; con le parole del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in cui afferma che Alfredo è in ottima forma e la diffida alla dottoressa legale del compagno a rilasciare interviste sulle condizioni di salute del prigioniero hanno praticamente condannato a morte il compagno.
Anche se all’ultimo giorno vincerà questa sua battaglia non è detto che sopravviva per i mille motivi che ci ha spiegato il suo medico legale. Sicuramente questo lunghissimo sciopero della fame avrà effetti molto pesanti sul suo corpo.
Il governo sta praticamente mettendo alla prova Alfredo ma anche tutti gli anarchici alzando il livello di scontro.
Sta testando la coerenza, la materia di cui siamo fatti.
Questa volta non è un classico “omicidio di Stato” come lo fu per i due compagni anarchici Edoardo Massari e Maria Soledad Rosas; a loro è stata stroncata la vita da un giorno all’altro, contro di Alfredo c’è un accanimento, una tortura quotidiana e tutto il sadismo degno di una qualsiasi dittatura argentina, cilena, nazista, stalinista, islamica, etc.
Ogni giorno gli sferrano una coltellata quasi a sfidare gli anarchici dicendogli
“E allora!?! Tutto qua?”
Non che scopriamo oggi cosa significhi realmente “democrazia”, ma l’importanza che ha il fatto che le figure sopra citate stanno invitando ora il governo a rimuovere Alfredo
dal 41-bis sta proprio nel fatto che dopo un eventuale morte del compagno dovranno spiegare loro il significato di “democrazia”; quel termine così tanto amato che per esportarlo nei paesi lontani dall’occidente ha bisogno di bombardamenti e guerre e nei propri confini di lager, torture e omicidi di Stato.
Non mi permetterei mai di dire quanto si è fatto in solidarietà con Alfredo in Italia, ma voglio guardarla da lontano, dallo spazio, e allora posso dire che per un compagno che stanno torturando e uccidendo nei loro lager non abbiamo fatto nulla.
Serviranno a poco e niente qualche giorno di scontri con gli sbirri, che sono già scritti nell’ultima pagina di questa triste storia, dopo un’eventuale dipartita del compagno.
Serve il “Qui e ora”!
Qui e ora si deve aprire un nuovo capitolo della storia degli anarchici in Italia.
A cosa serve farci anni di galera e domiciliari per aver espresso solo le nostre idee su un foglio di carta o un sito web, per un presidio, una manifestazione?
Ma veramente si vuole continuare a rischiare di passare anni della nostra vita nei lager di Stato solo per averci fatto la bocca bella di paroloni in stile “Fronte Popolare Giudeo” dei Monty Python?
Dall’OCSE di Napoli del marzo 2001 ad oggi, passando soprattutto per il G8 di Genova, ci hanno massacrato con indagini, processi e arresti; più per aver espresso le nostre idee che per le azioni dirette.
Vogliamo continuare ad arricchire i nostri curriculum con altre pagine di atti giudiziari e anni di galera solo per aver pronunciato grossi paroloni per farci belli?
Che vita di merda è questa? Rimanere ancora in balia degli eventi nel limbo della “libertà” democratica fino a quando un giorno un  magistrato si sveglia e decide che devi essere sequestrato…
Ci sputo sopra alla finta libertà democratica!
Non ho nulla da perdere più che la carissima vita di un fratello, un compagno…di Alfredo!
Qui e ora! O si fa l’anarchia o si va tutti a casa!
25/01/23
Per l’anarchia, l’insurrezione

Gioacchino Somma

 

 

 

L’anarchico Ivan Alocco ha terminato lo sciopero della fame (23 gennaio 2023)

Il 23 gennaio, ho finito lo sciopero della fame che avevo cominciato il 22 dicembre, in solidarietà con la lotta di Alfredo Cospito contro il regime d’isolamento e di tortura psicologica 41 bis.
Gli auguro molta forza, in questo momento difficile, e ringrazio tutte quelle e quelli che mi hanno sostenuto in questi 32 giorni (e, più in generale, che mi sostengono da sette mesi e mezzo).

Oggi, 25 gennaio, sono passato davanti alla Giudice delle libertà, che ha deciso di rinnovare la mia detenzione preventiva, per una durata di
altri quattro mesi.

Tra l’altro, ecco qualche piccolo episodio di repressione carcerale-giudiziaria. Lunedì 9 gennaio, per la seconda volta (la prima é stata il 6 dicembre,
guarda caso poco dopo essere stato interrogato dalla giudice d’istruzione e anche poco dopo aver smesso il mio precedente sciopero della fame), i secondini hanno perquisito la cella che condivido con un codetenuto (lui é condannato in via definitiva).
In entrambi i casi, hanno trovato due cellulari, con i rispettivi caricabatterie.
Passeremo in commissione disciplinare domani, 26 gennaio. È stranamente presto:  di solito c’è un’attesa di due o tre mesi, fra una perquisizione con il ritrovamento di oggetti vietati e la commissione disciplinare corrispondente. Ancora un aspetto del mio « trattamento speciale » (come la posta bloccata per mesi, l’impossibilità di accedere a certe attività, al lavoro o a delle formazioni…) o semplici, meschine rappresaglie per i due scioperi della fame ?

C’è qualcosa poi che mi fa pensare che la perquisizione del 9 gennaio potrebbe essere stata fatta su domanda della Giudice d’istruzione (che è stata sicuramente informata dei telefoni trovati il 6 dicembre). In effetti, il giorno dopo, il capo degli ELAC (i gorilla dell’Amministrazione penitenziaria), che ha diretto la perquisizione, mi ha chiesto (solo a me) di firmare un documento « per l’esame del contenuto del mio telefono », qualcosa che non avevamo mai visto, qui (e che non mi hanno chiesto a dicembre). Evidentemente, ho rifiutato di firmare.

Altrimenti, sto bene e rimango determinato.
Forza Alfredo!
Viva l’Anarchia!

Ivan
prigione di Villepinte
25 gennaio 2023

Per scrivergli ;
Ivan Alocco
n. 46355
M.A. de Villepinte
40, avenue Vauban
93420 – Villepinte
Francia

Comunicado desde distintos territorios de Abya Yala por Alfredo Cóspito a casi 90 dias de su huelga de hambre contra el régimen de castigo y aislamiento 41 bis. [ES]

Comunicado público de afinidades anarquistas, subversivas antiautoritarias, nihilistas antiespecistas y anarcofeministas ante la actual situación del compañero Alfredo Cóspito en las cárceles fascistas italianas a casi 90 días del inicio de su huelga de hambre.

Como compañerxs afines a la lucha anárquica contra las prisiones, la sociedad carcelaria y el sistema de dominación, manifestamos mediante estas palabras nuestro inclaudicable apoyo al compañero Alfredo Cóspito, secuestrado por el estado italiano en la cárcel de Bancali, Sassari, Cerdeña; centro de exterminio en el cual se le ha aplicado el nefasto régimen del 41 bis, con la finalidad de destruirlo como sujeto e impedirle mantener cualquier tipo de contacto con todxs sus compañerxs dentro y fuera de las prisiones.

Alfredo lleva casi 90 días de huelga de hambre exigiendo el fin de la aplicación del maldito régimen, que extorciona a nuestrxs compañerxs mediante la tortura del aislamiento para inducirlos a entregar información o morir, sólo en estas dos situaciones el 41 bis deja de ser aplicado.

Como compañerxs afines repudiamos la tortura aplicada a Alfredo y otrxs compañerxs, sabemos que nos temen por nuestro compromiso irrestricto por acabar con el sistema de dominación, un compromiso que no termina ni con la tortura, ni con la cárcel, ni con la misma muerte y por esto hoy Alfredo se encuentra arriesgando su vida firmemente y sin dudar.

Desde el territorio ocupado por el estado colonialista chileno y desde distintos territorios de Abya Yala les decimos que la lucha de nuestro compañero también es nuestra y que las consecuencias de un mal término en esta, se verán y sentirán por todos los lugares.

Enemigos, estados y carceleros, no olviden que las fronteras son suyas, no nuestras y que nuestras respuestas no pasarán inadvertidas si nos arrebatan a unx más de nosotrxs.

Cómo ácratas, nihilistas y subversivxs sabemos que siempre estaremos en conflicto, un conflicto histórico y continuo, en el cual la vida y la muerte se encuentran constantemente en una lucha sin término hasta el fin de toda la civilización impuesta por el poder y las relaciones de dominación.

Compañero Alfredo Cóspito, sabemos que estas palabras te serán negadas, sin embargo te decimos que estamos contigo a la distancia y que tu lucha así como la de tantxs, está y estará presente en nuestra acción cotidiana.

Muerte a la sociedad carcelaria y a todos los estados e instituciones que la sostienen.

Exigimos el fin del 41 bis para Alfredo Cóspito y del aislamiento de todxs nuestrxs compañerxs secuestradxs en las cárceles del mundo.

Llamamos a solidarizar por todos los medios con Alfredo.
presxs anarquistas, subversivxs antiautoritarixs y nihilistas antiespecistas de todo el mundo fuera de las cárceles ahora!!

Fin al 41 bis!!
Fin al aislamiento carcelario!!
¡¡Presxs anarquistas, subversivxs y antiespecistas a la kalle ahora!

-Cárcel empresa la gonzalina de rancagua:
Marcelo Villarroel Sepúlveda.
Juan Aliste Vega.
Joaquin García Chancks.
Francisco Solar Domínguez.
Aldo Hernandez.
-Cárcel de mujeres de San Miguel, Stgo:
Mónica Caballero Sepúlveda.
Itamar Diaz.
Bélgica Toro Coleman.
-Cárcel empresa Stgo 1:
Nicolas Melendez.
Rodolfo Olivares.
Diego Rivas.
Lucas Hernandez.
Abraham Astorga .
Javier Reyes.
Roman Zapata.
Tomás González Quezada.

– Red Solidaria Antikarcelaria con Juan y Marcelo  (RSAJM).
-D-Linkir banda.
-Ciclo de Cine Anticarcelario Libertario.
-Revista Tiempo de Luchar (RSAJM).
-Red traductora de contrainformación Contra Info.espiv.net
-Buscando la kalle informativo de presxs subversivxs y anarquistas.
-Espacio Fénix.
-Boletin La Bomba.
-Coordinadora 18 de Octubre.
-Editorial Memoria Negra.
-Publicacion Refractario.
-Revista Anarquista Internacional Kalinov Most.
-Periodico Tinta de Fuga.
-Programa Recupera Tu Vida.
-Radio 31 de Enero.
-MapuAwka Contrainformación.
-Medio Libre La Zarzamora.
-Furia Anarcofeminista. Lima.
-Puntada con Hilo, comunicaciones lesbofeministas autónomas.
-Resistencia Dignidad.
-Jornadas Antifascistas.
-Asamblea Anarquista del Bio Bio.
-Red internacional por la libertad de los presos políticos del mundo y justicia por nuestros mártires.
– Taller Muerdago.
– Viejo Ted.
– Dagaz Bs. As. Argentina.
– Desborde Ediciones.
– Mundano Metralla.
– Festival de cine Anarquista Buenos Aires.
– Espacio Casa La Gomera Bs. As. Argentina.
— Loreone del Krimen.
– Programa Kontrababylon.
– Negras Tormentas.
-Radio 8 de octubre. Costa Rica.
-Laboratorio Popular de Medios Libres.

13 de enero 2023
Desde distintos territorios de Abya Yala.

Fuente
https://publicacionrefractario.wordpress.com/2023/01/14/comunicado-desde-distintos-territorios-de-abya-yala-por-alfredo-cospito-a-casi-90-dias-de-su-huelga-de-hambre-contra-el-regimen-de-castigo-y-aislamiento-41-bis/

È disponibile il libro: “Con la parola e con il sangue” – Evgenija Jaroslavskaja-Markon. Indesiderabili edizioni, 2023

È disponibile in distribuzione ed in archivio il libro:

“Con la parola e con il sangue” – Evgenija Jaroslavskaja-Markon.

Indesiderabili edizioni

 

Dalla postfazione:

“Il suo verbo non fu un cieco ariete ma la tela su cui il mio respiro si incise.” (“La liberté”, René Char)

Evgenija Jaroslavskaja-Markon giurò di “vendicare con la parola e con il sangue”come atto di dignità e di amore. Col desiderio di vendetta tessé la tela sulla quale imprimere il suo soffio vitale, che mai fu prono alla tracotanza del dominio né ai suoi carnefici.

Memoria dal e del sottosuolo, il racconto autobiografico della ribelle è l’arma che le restava e che scelse per affrontare la sua condizione di prigionia, con la stessa dignità e lo stesso coraggio con cui visse la sua vita da individuo in lotta. La tela con la quale Eugenia ci affida il resoconto della sua vita ha impedito che ne fosse cancellata ogni traccia o che fosse recuperata e travisata come è accaduto a molti, troppi, rivoluzionari e anarchici.

Il manoscritto completato il 3 febbraio 1931 – trentanove pagine scritte in una calligrafia densa e serrata –, precedette di pochi mesi l’esecuzione della ventinovenne autrice nel cortile del reparto d’isolamento del gulag delle Solovki, sulla Sekirnaja gora. Il documento è stato scoperto nel 1996 da Irina Flige, direttrice del Centro di ricerca e informazione Memorial di San Pietroburgo, negli archivi della sede dell’FSB della regione di Arkhangelsk. Evgenija vi racconta di sé, del suo compagno di vita e di lotta Aleksandr Borisovic Jaroslavskij e di quello che fu il loro impegno nel battersi contro il tirannico potere bolscevico. Le vite dei due anarchici furono profondamente intrecciate fino alla morte di lui, secondo gli atti stilati dai suoi boia sopravvenuta il 10 dicembre 1930. Aleksandr, che agli studi accademici in fisica e matematica aveva poi preferito un percorso letterario, fu una figura di spicco nei circoli futuristi dell’Estremo Oriente russo e pubblicò, nell’arco di dieci anni, più di quindici raccolte poetiche ma, come per la sua compagna, la scrittura fu anche uno strumento per la propaganda rivoluzionaria. Giunto a Mosca nel 1922 Jaroslavskij aveva aderito al biocosmismo, circolo letterario fondato nel 1920 da alcuni anarchici universalisti e da cui si distaccò per fondare a Pietrogrado il gruppo settentrionale dei biocosmisti-immortalisti. Il potere sovietico tentò ben presto di affossarne le riflessioni che si proponevano come strumento di critica verso il regime: con l’accusa di pornografia, il governo locale di Pietrogrado fece chiudere battenti alla rivista pubblicata da Jaroslavskij, Bessmertie, iniziò a indagare sulle persone coinvolte nella sua pubblicazione e a censurare infine tutta la loro letteratura. Risale a questo periodo l’incontro tra Evgenija ed Aleksandr.

I viaggi intrapresi fianco a fianco, e di cui scrive l’autrice, furono agli inizi all’interno del paese, per tenere conferenze letterarie e antireligiose. Caso volle che nello stesso periodo un altro Jaroslavskij fosse stato incaricato dalla Unione degli atei, propaggine del governo, della propaganda antireligiosa del paese. Aleksandr, autonomo oratore e letterato, che certo si avvaleva di ben altri argomenti e di tutt’altra dialettica a sostegno della sua Idea, avrebbe creato un’inaccettabile “confusione” per il regime, che come ogni potere appoggia la propria forza su un indiscutibile pensiero unico. Ad Aleksandr Jaroslavskij fu impedito di tenere conferenze in pubblico e così, persa la loro unica fonte di reddito, i due rivoluzionari decisero di lasciare il paese.

Aleksandr ed Evgenija furono tra i tanti rivoluzionari russi rifugiatisi in questi anni a Berlino dove i due tennero conferenze e diffusero scritti sulla Russia sovietica. Riportiamo qui un estratto di uno dei primi articoli pubblicati da Jaroslavkij sulla vicenda del conflitto con l’Unione degli atei: “Io ho una mia precisa personalità e una mia reputazione letteraria senza macchia: e non desidero affatto che, a causa della smaccata appropriazione di un cognome, mi si confonda con un piccolo-borghese rifatto e con un ottuso funzionario sovietico rappresentante dell’ateismo governativo”. Da Berlino la coppia proseguì per Parigi, altra destinazione per molti anarchici russi, ma anche ucraini e polacchi, in fuga dalla repressione bolscevica; basti pensare che, nel 1925, Nestor Makhno e altri suoi compagni fondarono qui la rivista Dielo Trouda (Causa dei Lavoratori) dando vita a un dibattito internazionale sui modi d’organizzazione della causa anarchica.

Ma torniamo a Evgenija e Aleksandr. Come raccontato da Evgenija, non si trattennero a lungo a Parigi e il rientro in Unione Sovietica, a Leningrado, nell’autunno del 1927, segnò l’ultimo periodo che i due rivoluzionari poterono passare insieme. Nel maggio dell’anno successivo Aleksandr venne arrestato per le attività svolte all’estero, accusato di aver gettato discredito sul regime sovietico e poi condannato nell’ottobre seguente a cinque anni di lager. Da Mosca, dove era stato inizialmente trasferito, poi di nuovo a Leningrado e infine alle isole Solovki, Evgenija continuò a seguire il suo compagno con il quale riuscì a ottenere tre colloqui in due anni, anni in cui Evgenija decise di vivere con il “popolo della strada”, quel Lumpenproletariat in cui vedeva individui con i quali tessere possibili complicità e non un esperimento sociale cui attingere per un articolo di giornale o un programma politico.

Nella postfazione di Irina Flige della edizione russa, leggiamo che “da una simpatia tutta teorica per il mondo della piccola criminalità, predicata da molti anarchici, Evgenija passa alla pratica, giustificando il furto con ragioni ideologiche”. Se per la signora Flige gli espropri di Evgenija sono quelli di una “giovane arrabbiata”, noi vi scorgiamo piuttosto l’integrità dell’anarchica che, sin da giovanissima, aveva scelto come e da che parte stare: secondo le sue stesse parole, “non come una straniera blasonata” ovvero con delinquenti, alcolizzati, emarginati, prostitute, bambini di strada… Nella stessa postfazione la signora Flige, dall’alto della sua poltrona e delle sue cariche istituzionali, ci informa di una corrispondenza da lei intrattenuta con degli amici della famiglia Markon; da questa apprendiamo che nella sedicenne Evgenija era già viva una coscienza inflessibile, coscienza che la spinse, pur venendo da una famiglia borghese, a nutrirsi rigorosamente solo della razione, “come tutti”. In questo senso la sua opera autobiografica è un elogio della scelta, fine ed essenziale strumento dell’autodeterminazione.

I ripetuti arresti non sfiancarono la risolutezza di Evgenija. Dopo la prima condanna del 1929 a un mese di lavori forzati nel carcere di Butyrki e una seconda nello stesso anno a tre anni di confino, fu poi deportata per tre anni in Siberia. Evgenija parla di tutto questo nella sua autobiografia, che si conclude con un enigmatico “Il resto vi è noto”. “Il resto”, ricostruito a posteriori, è che Evgenija fu arrestata e imprigionata il 17 luglio 1930 per la sua fuga dal confino nella regione siberiana di Krasnojarsk e per “complicità in un tentativo di evasione”. Giunta illegalmente a Kem’, Evgenija aveva come obiettivo quello di liberare Aleksandr dalle isole Solovki, piano di evasione condotto con un altro detenuto e che purtroppo non andò a buon fine. Dopo un mese di ulteriore prigionia a Kem’, Evgenija fu internata in un reparto di isolamento alle isole Solovki mentre gli aguzzini della polizia politica GPU decidevano di condannarla a tre anni di lager, poco prima che Aleksandr fosse fucilato, non senza aver gridato il suo ultimo “Viva l’anarchia!”.

Nel periodo di prigionia Evgenija tentò di persuadere i suoi compagni di lager a rifiutarsi di lavorare, pubblicò anche un foglio manoscritto, la Gazeta Urkanskaia Pravda, la Gazzetta dei delinquenti, esortazione alla ribellione contro il potere bolscevico. Fu all’interno del lager, dove i cekisti, in una logica di terrore di Stato, usavano leggere ad alta voce l’elenco delle condanne inflitte a tutti i prigionieri della GPU, che Evgenija venne a conoscenza della condanna di Aleksandr. Era il 18 ottobre 1930 ed Evgenija, che lo credeva già assassinato, provò per tre volte a togliersi la vita. Poco tempo dopo, l’11 novembre, Evgenija cercò vendetta per Aleksandr provando a colpire il carceriere e torturatore Dimitri Vladimirovic Uspenskij, vicedirettore del lager delle Solovki e direttore della quarta sezione. La vendetta non andò a buon fine ed Evgenija fu condotta nella cella di rigore dove scrisse la sua autobiografia. Giudicata colpevole di “atto terroristico” e “propaganda rivoluzionaria”, ad Evgenija fu strappata la vita il 20 giugno 1931, non quel soffio vitale che i morti in vita non conosceranno mai e che lei stessa si è premurata di trasmettere, come un messaggio nella bottiglia.

“Con la parola e con il sangue” – Evgenija Jaroslavskaja-Markon.

Indesiderabili edizioni pp. 129 – 8 euro

Aggiornamento sulle condizioni di salute di Alfredo Cospito all’85esimo giorno di sciopero della fame ad oltranza (12 gennaio 2023) [IT – ES]

 

Il 12 gennaio, 85esimo giorno di sciopero della fame ad oltranza contro il 41 bis e l’ergastolo ostativo, l’emittente radiofonica antagonista Radio Onda d’Urto ha trasmesso un terzo intervento della dottoressa di fiducia che sta visitando regolarmente il compagno anarchico Alfredo Cospito, recluso nel carcere di Bancali, a Sassari. Come per gli aggiornamenti al 71esimo (29 dicembre) e al 78esimo (5 gennaio) giorno di sciopero della fame, riportiamo una trascrizione dell’intervento e la registrazione della trasmissione:

«È dimagrito ulteriormente, in maniera importante rispetto alla settimana scorsa: ha perso altri 4,50 kg, oggi pesava 80 kg. Quindi per l’altezza che ha, 1,93 cm circa, è circa 10 kg sotto il suo peso forma. La muscolatura si sta riducendo progressivamente […]. Era un po’ arrabbiato perché oggi sono andati a visitarlo quattro parlamentari del PD e lui ha ribadito che la sua lotta non è solo per lui, ma è per tutti quelli che sono nel 41 bis. Quindi lui non rappresenta il “buono” da salvare, ma è una lotta estesa a tutte le persone che stanno nel 41 bis […]. [Le condizioni di salute] sono ancora abbastanza buone, il fatto che lui abbia ulteriormente dimagrito… e questa volta sta dimagrendo in maniera importante, di settimana in settimana, chiaramente avendo già consumato quelli che erano i suoi depositi di grasso, adesso sta andando piano piano verso un catabolismo muscolare, per cui, questo comporta ovviamente – comporterà (perché ancora si regge bene in piedi) – una riduzione della forza importante […]. Secondo me sì [ci si deve aspettare un peggioramento delle condizioni di salute], anche se lui menziona sempre questi compagni curdi che sono stati anche un anno senza mangiare – così lui mi riferisce –, però sotto multivitamici, sotto integratori, che lui attualmente non vuole prendere, perché mi dice che gli fanno venire un senso di fame, per cui lui con il senso di fame sta malissimo, mentre senza prenderli non ha il senso di fame. Però senza questi integratori, ovviamente, la situazione peggiora in maniera importante […]».


Riportiamo inoltre i più recenti aggiornamenti sulle condizioni e lo stato di salute del compagno:

Mentre per quanto riguarda lo stato di salute del compagno Ivan Alocco, imprigionato in Francia e nuovamente in sciopero della fame (a partire dal 22 dicembre) al fianco di Alfredo, invitiamo a leggere l’ultimo aggiornamento:

[Pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2023/01/13/aggiornamento-sulle-condizioni-di-salute-di-alfredo-cospito-all85esimo-giorno-di-sciopero-della-fame-ad-oltranza-12-gennaio-2023/ | Trasmissione di Radio Onda d’Urto tratta da https://www.radiondadurto.org/2023/01/12/cospito-questa-settimana-ha-perso-4-chili-sostiene-la-dottoressa-angelica-milia-che-lo-ha-visitato-in-carcere/]

* * *

(ITAggiornamento sulle condizioni di salute di Alfredo Cospito all’85esimo giorno di sciopero della fame ad oltranza (12 gennaio 2023)
(ENUpdate about the health condition of Alfredo Cospito on the 85th day of hunger strike (Italy, January 12, 2023)


 

Actualización sobre las condiciones de salud de Alfredo Cospito al día 85 de su huelga de hambre (12 de enero de 2023)

El 12 de enero, día 85 de la huelga de hambre a muerte contra el 41 bis y la cadena perpetua, la emisora antagonista Radio Onda d’Urto difundió
una tercera intervención del médico de confianza que visita periódicamente al compañero anarquista Alfredo Cospito , encarcelado en la prisión de Bancali, en Sassari. Al igual que con las actualizaciones de los días 71 (29 de diciembre) y 78 (5 de enero) de la huelga de hambre, aquí hay una transcripción del discurso y una grabación de la transmisión:

«Ha perdido más peso, significativamente, en comparación con la semana pasada: perdió otros 4,50 kg, hoy pesaba 80 kg. Así que para la altura
que tiene, unos 1,93 cm, está unos 10 kg por debajo de su peso ideal. La musculatura va disminuyendo progresivamente […]. Se enojó un poco porque hoy cuatro diputados del Partido Demócrata fueron a visitarlo y reiteró que su lucha no es solo por él, sino por todos los que están en el 41 bis. Entonces él no representa el “bueno” a salvar, sino que es una
lucha extendida a todas las personas que viven en el 41 bis […]. [Las condiciones de salud de Alfredo] todavía son bastante buenas, el hecho de que ha perdido más peso… y esta vez está perdiendo peso significativamente, semana a semana, claramente ya ha consumido lo que antes eran sus depósitos de grasa, ahora (avanza) lentamente hacia un catabolismo muscular, por lo cual, esto obviamente implica – implicará (porque todavía se mantiene erguido) – una reducción importante de la fuerza […].En mi opinión sí [es de esperar un deterioro de las condiciones de salud], aunque él siempre menciona a estos camaradas kurdos que llevan incluso un año sin comer -eso me dice-, sin embargo lo hacen con suplementos multivitamínicos, cosa que él actualmente no hace. No quiere tomarlos, porque me dice que le dan hambre, entonces se siente fatal con la sensación de hambre, mientras que sin tomarlos no tiene la sensación de hambre. Pero sin estos suplementos, por supuesto, la situación empeora significativamente […]».

https://lanemesi.noblogs.org/post/2023/01/13/aggiornamento-sulle-condizioni-di-salute-di-alfredo-cospito-all85esimo-giorno-di-sciopero-della-fame-ad-oltranza-12-gennaio-2023/

Prossime iniziative a sostegno di Alfredo Cospito. Contro il 41bis e l’ergastolo ostativo [in aggiornamento]

Oggi, 12 gennaio, Alfredo Cospito si trova all’85esimo giorno di sciopero della fame ad oltranza contro il 41 bis e l’ergastolo ostativo; mentre Ivan Alocco, compagno recluso in Francia, è al 22esimo giorno del nuovo sciopero al fianco di Alfredo.

Prossime iniziative:
–Trento, 13/01: Al fianco di Agnese, Juan, Stecco e Massimo. Presidio al tribunale, h. 10:30.

–Genova, 13/01: Scendiamo in piazza in solidarietà con Alfredo, largo Pertini, h. 15:30.

–Torino, 14/01: Corteo contro la repressione: Alfredo non sarà mai solo!, piazza Castello, h. 15:00.

–Viterbo, 14/01: “Repressione è civiltà”. Dibattito su repressione e 41 bis, Officina Dinamo, via del Suffragio 18, h. 16:30.

–Milano, 15/01: Manifestazione in solidarietà, porta Genova, h. 15:00.

–Carrara, 21/01: Presidio in solidarietà, piazza Ingolstadt, h. 18:00.

–Carrara, 22/01: Alle origini del vittimismo. Discussione sul movimento anarchico degli anni ‘60. Affinità e divergenze con la situazione attuale, Circolo “G. Fiaschi”, via Ulivi 8, h. 15:00.


 


 


 


 


 


 

Appello al sostegno economico per l’anarchico sardo prigioniero deportato Davide Delogu [IT – ES]

 

Si necessita di fondi per alcune spese da sostenere nei prossimi mesi. Per chi volesse contribuire:

Cassa di sostegno a Davide Delogu in modo che non vi siano problemi nei versamenti:

POSTEPAY INTESTATO A: LAURA GARGIULO
IBAN: IT17I3608105138295981295990

Per qualunque problema scrivere a: launedda@canaglie.org

Per scrivere a Davide Delogu:

Davide Delogu
Casa Circondariale Napoli Secondigliano
via Roma verso Scampia, 350, 80144 Napoli (NA)


Llamada al apoyo economico para el anarquista sardo deportado Davide Delogu

Llamada al apoyo economico para el anarquista sardo deportado Davide Delogu

Se necesitan fondos para algunos gastos que hay que realizar en los próximos meses. Para aquellos que deseen contribuir:

Cassa di sostegno (Fondo de apoyo) a Davide Delogu de forma que no haya problemas con los ingresos:

POSTEPAY (cc en correos banco) A nombre de: LAURA GARGIULO

IBAN: IT17I3608105138295981295990

Para cualquier problema escribir a launedda@canaglie.org

Para escribir a Davide Delogu:

Davide Delogu

Casa Circondariale (Prisión) de Nápoles Secondigliano

via Roma verso Scampia, 350, 80144 Nápoles (NA) Italia.

Fuente
https://infernourbano.altervista.org/appello-al-sostegno-economico-per-lanarchico-sardo-prigioniero-deportato-davide-delogu/

 

Aggiornamento sulle condizioni di salute di Alfredo Cospito al 78esimo giorno di sciopero della fame ad oltranza (5 gennaio 2023)

Il 5 gennaio, 78esimo giorno di sciopero della fame ad oltranza contro il 41 bis e l’ergastolo ostativo, l’emittente radiofonica antagonista Radio Onda d’Urto ha trasmesso un secondo intervento della dottoressa di fiducia che sta visitando regolarmente il compagno anarchico Alfredo Cospito, recluso nel carcere di Bancali, a Sassari. Come per l’aggiornamento al 71esimo giorno di sciopero della fame (29 dicembre), riportiamo una trascrizione dell’intervento e la registrazione della trasmissione:

«[…] Tutto sommato le condizioni di Alfredo sono buone. Regge il digiuno in un modo inaspettato, forse perché è partito da un peso alto, all’inizio era 115 kg, oggi è 2 kg sotto l’ultima volta che l’ho visto, quindi stiamo parlando di 83,5 kg. Tutto sommato è assolutamente lucido, ben orientato nel tempo e nello spazio, riferisce solo qualche calo pressorio, soprattutto quando si alza, e questo ci sta perché sta viaggiando con una pressione un pochino bassa; però non particolarmente, oggi aveva 105 di massima, su 70 di minima, quindi tutto sommato una pressione buona. Gli esami ematochimici – non sono arrivati gli ultimi –, dai penultimi la situazione era stazionaria come i precedenti, quindi c’è un lieve calo dei globuli bianchi, però come per il resto […] i parametri vitali sono buoni. Per quanto riguarda il potassio non so dirvi niente, perché, come vi avevo detto nell’ultima intervista, il potassio era un po’ basso, però sembra – dall’elettrocardiogramma dove si vede indirettamente un eventuale calo del potassio – che non esistano più quelle alterazioni tipiche da ipopotassiemia. Lui sta prendendo del miele ogni tanto, e questo gli sta facendo bene anche per quanto riguarda una sorta di cheilosi che aveva sulla lingua, con patina, ecc., fondamentalmente il miele è un antibiotico naturale. Oggi gli ho portato del curaseptic, che è un colluttorio molto disinfettamente […], la polizia penitenziaria non voleva, poi sono riuscita a fargli fare uno sciacquo, e questo l’ha fatto stare bene; poi ha usato questa spazzola che gli ho portato io sempre per togliere la placca dalla lingua, e tutto sommato era molto contento di come se la sentiva, di come si sentiva la bocca. Quindi fondamentalmente la situazione è stazionaria […]».

Riportiamo inoltre i più recenti aggiornamenti sulle condizioni e lo stato di salute del compagno:

Mentre per quanto riguarda lo stato di salute del compagno Ivan Alocco, imprigionato in Francia e nuovamente in sciopero della fame (a partire dal 22 dicembre) al fianco di Alfredo, invitiamo a leggere l’ultimo aggiornamento:

[Pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2023/01/09/aggiornamento-sulle-condizioni-di-salute-di-alfredo-cospito-al-78esimo-giorno-di-sciopero-della-fame-ad-oltranza-5-gennaio-2023/ | Trasmissione di Radio Onda d’Urto tratta da https://www.radiondadurto.org/2023/01/05/alfredo-cospito-tutto-sommato-le-condizioni-sono-buone-e-regge-il-digiuno-la-dottoressa-angelica-milia-ai-nostri-microfoni-prtesidi-di-solidarieta-in-tutta-italia/]

Corteo spontaneo in solidarietà con Alfredo Cospito all’80esimo giorno di sciopero della fame ad oltranza contro il 41 bis e l’ergastolo ostativo (Pescara, 7 gennaio 2023)

Pescara, 7 gennaio.

Il presidio in solidarietà con Alfredo Cospito dopo svariati interventi a microfono aperto è diventato un corteo, che nonostante le intimidazioni fisiche e verbali della polizia, ha fatto riecheggiare per i vicoli del centro storico la rabbia e la determinazione delle e dei solidali.

La lotta prosegue!
Per Alfredo, Ivan e Thanos in sciopero della fame!
Per tutte e tutti le/i prigioniere/i anarchiche e rivoluzionarie/i.
Per chi è privata/o della libertà!
Non un passo indietro!
Per l’Anarchia!

[Ricevuto via e-mail e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2023/01/08/corteo-spontaneo-in-solidarieta-con-alfredo-cospito-all80esimo-giorno-di-sciopero-della-fame-ad-oltranza-contro-il-41-bis-e-lergastolo-ostativo-pescara-7-gennaio-2023/]

Manifestazione a Madrid in solidarietà con la lotta di Alfredo Cospito contro il regime di isolamento (9 gennaio) [IT – ES]

Il 9 gennaio manifestazione a Madrid in solidarietà con la lotta di Alfredo Cospito contro il regime di isolamento

SOLIDARIETÀ CON ALFREDO COSPITO Detenuto in sciopero della fame da 82 giorni

CONCENTRAMENTO AL CONSOLATO ITALIANO Calle Agustin De Betancourt, 3. Madrid Ora 12:00. 01/09/23 NO AL 41 BIS


El 9 De Enero, Concentración En Madrid En Solidaridad Con La Lucha De Alfredo Cospito Contra El Régimen De Aislamiento

SOLIDARIDAD CON ALFREDO COSPITO
Preso en huelga de hambre desde hace 82 días

CONCENTRACIÓN EN EL CONSULADO DE ITALIA
Calle Agustín De Betancourt, 3. Madrid
Hora 12 AM.
09/01/23

NO AL 41 BIS