Lunedì 22 Febbraio si è tenuta l’udienza d’appello per i 7 compagni coinvolti nell’operazione Renata. Un numeroso gruppo di compagni e compagne era presente fuori dal tribunale, e il dispositivo messo in campo, tra polizia e carabinieri, si è mostrato molto muscolare. Numerosi blindati, bidoni coperti in tutti i dintorni e un tribunale completamente transennato.

L’udienza si è svolta in corte d’assise, e le richieste dei PM sono state le stesse del primo grado (da un minimo di 3 anni circa ad un massimo di 6 anni, già scontati di un terzo per il rito) con l’aggiunta di qualche mese.
Il dato più significativo è che siano cadute nuovamente le accuse di associazione sovversiva con finalità di terrorismo (270bis) e il maldestro tentativo dell’accusa di trasformare in extremis l’accusa di associazione terroristica in associazione a delinquere “semplice”, ossia da articolo 270 a 416 del codice penale.
Rimangono dunque confermate le condanne del primo grado (un totale di poco più di 13 anni) per la produzione di documenti falsi, danneggiamento, violazione della legge sulle armi. Le pene sono state ricalcolate per due compagni e una compagna. I giudici hanno preso 90 giorni per depositare le motivazioni della sentenza.

L’udienza si è dunque conclusa con le seguenti sentenze:

– Poza: 3 anni e 10 giorni
– Nico: 2 anni e 4 mesi
– Sasha: 2 anni e 4 mesi
– Stecco: 2 anni
– Agnese: 2 anni
– Rupert: 1 anno, 9 mesi e 10 giorni
– Giulio: assolto

Rimangono effettive le misure dell’obbligo di dimora per 5 dei 7 imputati. Per quanto riguarda le misure cautelari si dovrebbe avere risposta sulla eventuale revoca nei prossimi giorni. Per le riflessioni di più ampio respiro rimandiamo all’opuscolo “L’amore, l’azione, la vita sono altrove” e alla dichiarazione degli imputati e delle imputate.

Terrorista è lo Stato
Tutti liberi, tutte libere
anarchiche e anarchici di Trento e Rovereto

 

L’amore, l’azione, la vita sono altrove