Il compagno Alfredo Cospito con il suo gesto ci insegna e da prova di immensa forza che nemmeno la brutalità del 41 bis può fermare, non lo potrà mai annientare e piegare. Contro le condizioni in cui si trova sta portando avanti, con i fatti, una lotta di resistenza rifiutando di alimentarsi fino alle estreme conseguenze. Salviamo la vita al nostro compagno. Il problema dell’uscire dal 41 bis è una sfida per cui il compagno diventa ancora più determinato, e ricordiamo sempre che non è solo e che questa è una sfida per tutti noi. Se in passato le lotte contro il 41 bis erano più rappresentative e inconcludenti, senza perseveranza né progettualità alcuna, questa volta deve andare avanti a tutti i costi, con qualsiasi mezzo. Con prospettive certe al fine di strappare al potere Alfredo dal 41 bis, ma diventa anche l’occasione per riuscire a far traballare questo regime bloccandone le esecuzioni penali, per annientare la sua prassi di tortura e logica vendicativa in tutti i sensi, facendo esplodere in concomitanza la questione dell’ergastolo ostativo, puntando i fari di un’accecante luce con le pratiche più idonee, tutto si può ottenere. Imporre al potere la cancellazione di queste misure di tortura, questa deve essere la progettualità.

Caro compagno generoso e combattivo, la tua volontà è più forte di chi ti rinchiude nel sottosuolo con quel regime terribile, come sai bene ti sono sempre vicino, anche in questa lotta dove sei disposto a perdere la vita per raggiungere il tuo scopo, contro il torturocentrismo incarnato in quel regime vile, che deve cessare di esistere assieme all’ergastolo ostativo. Col tuo gesto combatti ancora una volta il potere con una determinazione che si alimenta sempre di più e la tua tenacia è forza, il tuo cuore ne è colmo, come la tua irriducibile e illimitata libertà anarchica. Io sostengo la tua scelta obbligata di usare il tuo corpo come arma fino all’ultima pallottola e mi auspico che non si arrivi a scaricare tutto il caricatore della tua esistenza. Ma invece, che le pratiche solidali della multiformità internazionale, che è sempre presente per la libertà, possano dare risultati come il pulsare in unico battito che riesca ad ottenere il tuo rilascio da un regime duro di totale privazione e isolamento quale il 41 bis. La mia personale veduta e che sarò sempre al tuo fianco, solidale anche da dietro le sbarre con la riottosità del mio vissuto contro il sistema vessatorio carcerario, che cerca di normalizzarci, e utilizzerò tutta la mia forza necessaria per continuare ad affrontare il mostro del lungo isolamento di cui sono prigioniero e avendoti sempre nei miei pensieri sarò sempre più forte. Il potere sta sperimentando nuovi meccanismi di repressione intimidatoria, aver creato il precedente di seppellire in 41 bis un fratello anarchico è un atto intimidatorio, utilizzare il termine “strage” politica o altro come stanno facendo ultimamente è un intimidazione. Paventare il rischio di essere condannati all’ergastolo per una strage mai avvenuta è l’ennesima intimidazione. Appunto perché l’intenzione è quella di intimorire il movimento anarchico d’azione ribelle, attualmente più forte al mondo come forza rivoluzionaria. A me del loro linguaggio non importa nulla, semmai si ricorderà invece il silenzio e l’assenza di compagni, la dove avvenga, nel momento di esprimere una dimensione solidale. Da quel che riesco a capire da dietro le sbarre si sta sviluppando una solidarietà pratica da tutto il mondo, siamo davanti a un momento storico che coinvolge tutte le individualità della rivolta, insurrezionali, rivoluzionarie, per la lotta di liberazione, per cercare di non far passare questi precedenti della ferocia assassina del 41 bis. Da una mia ricerca personale, tutti i prigionieri sottoposti a 41 bis si sono tutti ammalati, e la maggior parte di tumore e si può capire bene perché. Mi immagino che con il coordinamento necessario nelle iniziative pubbliche ci sia la presenza e la partecipazione di migliaia di solidali, anche da parte di chi magari non poteva essere d’accordo su alcune riflessioni di Alfredo, che fece pubblicare e per cui si trova in 41 bis. Per me è proprio nell’isola sarda, il luogo fisico in cui sta Alfredo che si dovrebbe manifestare ostilità, a quel carcere, direttamente con la rabbia di migliaia di solidali insieme alla coerente forza e l’onore dell’anarchia d’azione. L’universalità di coloro che pensano e parlano della loro vicinanza ad Alfredo, sono diventati modi che si convertono in tantissimi gesti d’azione solidali dell’agire anarchico, umano, di vendetta inesauribile quale desiderio della nostra giustizia.

Affondiamo il coltello nelle viscere di tutti i regimi quali il 41 bis, insieme all’ergastolo ostativo, rigiriamo la lama nella ferita sanguinante finché l’assassinio legalizzato si dissangui e cedano.

Solidarietà con gli anarchici Juan, Ivan e Anna in sciopero della fame come arma solidale allo sciopero della fame di Alfredo.

Alfredo fuori dal 41 bis!

Contro i porci infami del nuovo laboratorio repressivo delle intimidazioni.

Per la solidarietà d’azione colma di ardore.

Davide Delogu
presoneri anarkicu sardu deportau

[Novembre 2022]


L’indirizzo del compagno:

Davide Delogu
C. C. di Secondigliano
via Roma verso Scampia 350
80144 Napoli

 


Declaración de Davide Delogu en solidaridad con Alfredo Cospito en huelga de hambre desde el 20 de octubre

El compañero Alfredo Cospito con su gesto nos enseña y da prueba de su inmensa fuerza que nisiquiera la brutalidad del 41bis puede detener, nunca lo podrá destruir y doblegar. Contra las condiciones en las cuales se encuentra, está llevando adelante, con los hechos, una lucha de resistencia, negándose a alimentarse hasta las últimas consecuencias. Salvemos la vida de nuestro compañero. El problema de salir del 41 bis es un desafío por el cual el compañero se vuelve aún más decidido, y recordemos siempre que no está solo y que este es un desafío para todos nosotros. Si en el pasado las luchas contra el 41 bis eran más representativas e inconclusas, sin perseverancia ni planificación alguna, esta vez debe llevarse adelante a toda costa, por cualquier medio. Con perspectivas ciertas para arrebatar al poder a Alfredo del 41 bis, pero se convierte también la ocasión para conseguir a hacer caer este régimen bloqueando la ejecución penal, para aniquilar su praxis de tortura y lógica vengadora en todos los sentidos, haciendo explotar en concomitancia la cuestión de la cadena `perpetua obstativa,  apuntando los faros de una luz cegadora con las prácticas más adecuadas todo se puede obtener.

Imponer al poder la cancelación de estas medidas de tortura, esta debe ser la proyectualidad. Querido compañero generoso y combativo, tu voluntad es más fuerte que la de los que te encierran bajo tierra con ese terrible régimen, como bien sabes estoy siempre cerca de ti, también en esta lucha en la que estás dispuesto a perder la vida para lograr tu objetivo, contra el tortura-centrismo encarnado en ese vil régimen, que debe dejar de existir junto con la cadena perpetua obstativa. Con tu gesto combates una vez más al poder con una determinación que se alimenta cada vez más y tu tenacidad es fuerza, tu corazón está lleno de ella, como tu irreductible e ilimitada libertad anarquista. Yo apoyo tu elección obligada de usar tu cuerpo como arma hasta la última bala y espero que no se llegue a descargar todo el cargador de tu existencia. Pero, en cambio, que las prácticas solidarias de la multiformidad internacional, que siempre esta presente por la libertad, puedan dar resultados como la pulsación en un solo latido que logre obtener tu liberación de un duro régimen de total privación y aislamiento cual es el 41 bis. Mi personal visión y que siempre estaré a su lado, solidario aún desde detrás de los barrotes con la rebeldía de mi experiencia contra el vejatorio sistema penitenciario, que busca normalizarnos, y pondré toda mi fuerza necesaria para seguir enfrentando al monstruo del largo aislamiento del que soy prisionero y teniéndote siempre en mis pensamientos siempre seré más fuerte. El poder esta experimentando nuevos mecanismos de represión intimidatorios, haber creado el precedente de enterrar a un hermano anarquista en el 41bis es un acto intimidatorio, usar el término “masacre” política o de otro tipo como lo están haciendo últimamente es una inimidacion. Temer el riesgo de ser condenados a cadena perpetua por una masacre que nunca ocurrió es otra intimidación más. Precisamente porque la intención es amedrentar al movimiento anarquista de acción rebelde, actualmente el más fuerte del mundo como fuerza revolucionaria. A mí de su lenguaje no me importa nada, en todo caso, si acaso se recordará, en vez, el silencio y la ausencia de compañeros, donde quiera que ocurra, en el momento de expresar una dimensión solidaria. Por lo que puedo entender tras las rejas se está desarrollando una solidaridad  práctica por todo el mundo, estamos ante un momento histórico que involucra a todas las individualidades de la revuelta, insurreccional, revolucionaria, por la lucha de liberación, para tratar de no hacer pasar estos precedentes de la ferocidad asesina del 41 bis. De una mia investigación personal, todos los prisioneros sometidos al 41 bis han caído enfermos, y la mayoría de cáncer y es fácil entender por qué. Me imagino que con la coordinación necesaria en las iniciativas públicas se cuenta con la presencia y la participación de miles de solidarios, incluso de quienes quizás no podían estar de acuerdo con algunas de las reflexiones de Alfredo que hizo publicar y por cuales se encuentra en el 41 bis. Para mí es precisamente en la isla de Cerdeña, el lugar físico en el cual está Alfredo, que se debería manifestar la hostilidad, hacia esa prisión, directamente con la rabia de miles de solidarios junto con la coherente fuerza y el honor de la anarquía de acción. La universalidad de quienes piensan y hablan de su cercanía a Alfredo, se han convertido en caminos que se convierten en tantos gestos de acción solidaria del actuar anarquista, humana, de venganza inagotable cual anhelo de nuestra justicia. Clavemos el cuchillo en las entrañas de todos los regímenes cuales el 41 bis, junto a la cadena perpetua obstativa, giremos el filo en la herida sangrante hasta que el asesinato legalizado sangre y ceda.

Solidaridad con los anarquistas Juan, Iván y Anna en huelga de hambre como arma solidaria a la huelga de hambre de Alfredo.

Alfredo fuera del 41 bis! Contra los cerdos infames del nuevo laboratorio represivo de las intimidaciones.

Por la solidaridad de acción llena de ardor.

Davide Delogu, presonero anarkicu sardu deportau


Davide Delogu
C. C. di Secondigliano
via Roma verso Scampia 350
80144 Napoli