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È disponibile la seconda edizione del libro “Quale internazionale?” di Alfredo Cospito e molti altri

È finalmente disponibile la seconda edizione di Quale internazionale?, che pubblichiamo – durante lo sciopero della fame intrapreso da Alfredo Cospito a partire dal 20 ottobre – come gesto di solidarietà con il compagno e di insubordinazione contro lo Stato, che con l’operazione repressiva Sibilla dell’11 novembre 2021 ha tentato di far sparire dalla circolazione il libro e che, a partire da maggio 2022, con il trasferimento di Alfredo in 41 bis, si sta illudendo di tappargli definitivamente la bocca. Non glielo permetteremo!

All’interno del libro:

— Prefazione di Alfredo Cospito
— Introduzione alla seconda edizione di Michele Fabiani e Francesco Rota
— Introduzione alla prima edizione di Anarchici redattori di “Vetriolo”
— Quale internazionale? Intervista e dialogo con Alfredo Cospito dal
carcere di Ferrara
— Dal ventre del Leviatano. Dichiarazione all’inizio del processo per
l’azione contro Adinolfi a Genova
— Chi siamo. Lettera aperta al movimento anarchico ed antiautoritario
— Quattro anni… dicembre 2006. Documento-incontro della Federazione
Anarchica Informale a quattro anni dalla nascita
— Cronologia azioni, 1999-2022
— Nota editoriale

Alfredo Cospito e molti altri Quale internazionale?
Edizioni Monte Bove (Collana: Tascabili clandestini – 3).
Seconda edizione, novembre 2022, 205 pagine.

Una copia: 5,00 euro. Per la distribuzione, a richieste di almeno cinque copie: 3,00 euro a copia. Spese di spedizione escluse.

Per richieste di copie rivolgersi alle Edizioni Monte Bove:
edizionimontebove@riseup.net

Riportiamo integralmente la prefazione di Alfredo Cospito, già pubblicata nella prima edizione del marzo 2021:

Ringrazio i compagni e le compagne delle Edizioni Monte Bove che hanno avuto il coraggio e “l’incoscienza” di stampare questo libretto. Parlo
di incoscienza e coraggio perché oggi in questo paese ci vuole coraggio e una sana “incoscienza” per stampare certe cose, soprattutto se si è anarchici/e e rivoluzionari/e.

Oggi solo pubblicare una discussione sulla pratica dell’azione internazionalista anarchica, il solo mettere insieme una cronologia delle azioni della Federazione Anarchica Informale e qualche loro
rivendicazione e documento comporta il rischio concreto di finire in prigione per anni.

Questo “tascabile” ha un grosso merito: entrare nello specifico della FAI informale, senza preamboli dissociativi o demonizzanti.

Come è possibile che un fenomeno che ha coinvolto (comunque la si pensi) una fetta consistente dell’anarchia d’azione non sia mai stato analizzato in maniera seria, approfondita, tanto meno dal punto di vista storico?

Credo che questa mancanza sia dovuta al suo carattere profondamente provocatorio nei confronti di quello che nei loro scritti definivano “anarchismo ufficiale”.

Forse è il momento di affrontare questo pezzo di storia dell’anarchia in maniera equilibrata, senza livore.

Fare diversamente sarebbe demenziale perché non è certo mistificando o cancellando pezzi di storia che non corrispondono alle nostre belle teorie sulla carta che riusciremo ad affermare la nostra anarchia nel mondo… e certi anarchici/e dovranno farsene prima o poi una ragione.

Mi auguro che questo piccolo libretto sia l’inizio di un percorso di approfondimento, diciamo così, storico che avrà un seguito nel variegato movimento anarchico.

Alfredo Cospito
Carcere di Ferrara

Interruzione dello sciopero della fame da parte dell’anarchico Juan Sorroche (24 novembre 2022)

Apprendiamo che il compagno Juan Sorroche ha interrotto lo sciopero della fame dalla mezzanotte del 24 novembre, dopo un mese esatto.

Fonte:

https://ilrovescio.info/2022/11/27/interruzione-sciopero-della-fame/


L’indirizzo del compagno:

Juan Antonio Sorroche Fernandez
C. C. di Terni
strada delle Campore 32
05100 Terni

Qui di seguito gli indirizzi di Alfredo Cospito, in sciopero della fame ad oltranza dal 20 ottobre, e di Ivan Alocco e Anna Beniamino, in sciopero della fame rispettivamente dal 27 ottobre e dal 7 novembre in solidarietà con Alfredo:

Alfredo Cospito
C. C. “G. Bacchiddu”
strada provinciale 56 n. 4
Località Bancali
07100 Sassari

Ivan Alocco
N. d’ecrou 46355
Maison d’Arrêt de Villepinte
40, Avenue Vauban
93420 Villepinte
France

Anna Beniamino
C. C. “G. Stefanini” – Rebibbia
via Bartolo Longo 92
00156 Roma

Grecia: Microphonic solidarity to anarcho-nihilist Alfredo Cospito. Hunger Strike from 20/10/22

Microphonic solidarity to anarcho-nihilist Alfredo Cospito. Hunger Strike from 20/10/22

STOP NOW THE ISOLATION (41 bis)“In final analysis, the best solidarity that i could receive is to see the planning of this new anarchy, in all of its forms, continue to move forward, insensible to the strokes of repression. I will not deny it, in every action that someone salutes us as anarchist prisoners, both in Italy and the rest of the world, my heart fills with joy.”

 

In solidarity they have started a hunger strike and the comrades:
Juan Sorroche Fernandez (from 25/10/22),
Ivan Aloccο (from 27/10/22),
Anna Beniamino (from 27/10/22),

The announcement that was shared.

Listen here to the microphone audio(Greek).

Fonte:
https://anarxiko-steki-nadir.org/en/

FUORI ALFREDO DAL 41 BIS! – PRESENTAZIONE DEL LIBRO “QUALE INTERNAZIONALE?”(Roma, 30/11)

FUORI ALFREDO DAL 41 BIS!
MERCOLEDì 30 NOVEMBRE ORE 19 PRESENTAZIONE Del LIBRO “QUALE INTERNAZIONALE?”
Edizioni Monte Bove

Interverranno alcuni curatori del libro
A seguire aperitivo

PRESSO LA BIBLIOTECA ANARCHICA SABOT VIA OSTUNI 7C (QUARTICCIOLO) – ROMA

Dal 20 ottobre il compagno Alfredo Cospito ha iniziato uno sciopero della fame ad oltranza per lottare contro il 41bis, a lui stesso applicato da maggio, e l’ergastolo ostativo. Una delle motivazioni per cui è stato sottoposto a codesto regime è per il fatto che, nonostante la sua oramai decennale reclusione, ha sempre perseverato a contribuire attivamente al dibattito anarchico attraverso pubblicazioni e scambi epistolari; tra queste pure l’intervista raccolta in questo libro.
In solidarietà al compagno si sono uniti allo sciopero altri anarchici reclusi.
Fuori la solidarietà si sta esprimendo.

Ricordiamo l’appuntamento per il presidio di giovedì 1° dicembre alle 9.30 davanti al Tribunale di Sorveglianza di ROMA in via Triboniano 5
(nei pressi di piazza Cavour). In tal giorno verrà discusso se confermare o meno il regime di 41bis ad Alfredo.
Altri appuntamenti di iniziative solidali  stanno girando e via via pubblicate anche su questo canale.

Per l’Anarchia

 

Roma: 3 dicembre spezzone contro contro la repressione e per Alfredo Cospito al corteo nazionale contro la guerra e carovita

SABATO 3 DICEMBRE A ROMA: SPEZZONE CONTRO LA REPRESSIONE IN SOLIDARIETÁ
CON ALFREDO COSPITO.

Sabato 3 dicembre a Roma partecipiamo al corteo CONTRO LA GUERRA E IL CAROVITA: GIÙ LE ARMI, SU I SALARI indetto da varie sigle del sindacalismo di base e del movimento antagonista.
Il nostro spezzone porterà in strada la solidarietà con l’anarchico Alfredo Cospito in sciopero della fame dal 20 ottobre contro il 41 bis e l’ergastolo ostativo.
Ricordiamo che il 41 bis è il regime detentivo più oppressivo presente in Italia, che si fonda su un isolamento quasi completo del detenuto, un isolamento che ha lo scopo di creare danni psicologici e fisici a chi lo subisce. Per queste ragioni IL 41 BIS È TORTURA.
Il 41 bis, nato come misura emergenziale, è lo strumento con cui le autorità affrontano i nemici di turno, se nel recente passato sono state la mafia e l’islamismo radicale, domani potrebbe essere l’antagonismo sociale, come ci indica la vicenda di Alfredo Cospito. Ricordiamo che in 41 bis sono internati da 17 anni tre militanti delle BR-PCC.
L’Italia ha una lunga storia di violenza del potere conto i proletari, cosi come ha una storia di lotta e di riscatto dei lavoratori.
Noi sfruttati da decenni stiamo subendo un pesante attacco da parte del capitale, attacco che ha raggiunto anche le forme della violenza aperta e della repressione giudiziaria.
La magistratura utilizza oggi contro i lavoratori le stesse misure che da tempo ha sperimentato contro gli anarchici ed il movimento antagonista. In particolare i reati associativi e le misure di sicurezza e prevenzione. C’è un filo rosso che unisce episodi come l’inchiesta di Piacenza, dove la procura indaga per estorsione i sindacalisti che lottano per gli aumenti salariali, le tante inchieste contro l’antagonismo e la vicenda di Alfredo.
Se di fronte alla crisi, alla ristrutturazione della produzione in corso, alla guerra e al carovita è necessaria la ripresa dello scontro di classe, dobbiamo essere consapevoli che affrontare la repressione sarà una componente inevitabile delle nostre lotte.
Per questi motivi è necessario organizzarsi per contrastare la repressione ed estendere la solidarietà a tutti quelli che lottano contro il capitale e lo Stato.

Libertà per Alfredo Cospito e per tutti i rivoluzionari e le rivoluzionarie prigionieri.
Tutti liberi! Tutte libere!

Il 41 bis è tortura. Solidarietà a tutti i detenuti in lotta.

ANARCHICI E ANARCHICHE

Appuntamento sabato 3/12, ore 14 – piazza della Repubblica, ROMA

 

Davide Delogu: Comunicato in solidarietà all’anarchico Alfredo Cospito in sciopero della fame dal 20 ottobre 2022 [IT – ES]

Il compagno Alfredo Cospito con il suo gesto ci insegna e da prova di immensa forza che nemmeno la brutalità del 41 bis può fermare, non lo potrà mai annientare e piegare. Contro le condizioni in cui si trova sta portando avanti, con i fatti, una lotta di resistenza rifiutando di alimentarsi fino alle estreme conseguenze. Salviamo la vita al nostro compagno. Il problema dell’uscire dal 41 bis è una sfida per cui il compagno diventa ancora più determinato, e ricordiamo sempre che non è solo e che questa è una sfida per tutti noi. Se in passato le lotte contro il 41 bis erano più rappresentative e inconcludenti, senza perseveranza né progettualità alcuna, questa volta deve andare avanti a tutti i costi, con qualsiasi mezzo. Con prospettive certe al fine di strappare al potere Alfredo dal 41 bis, ma diventa anche l’occasione per riuscire a far traballare questo regime bloccandone le esecuzioni penali, per annientare la sua prassi di tortura e logica vendicativa in tutti i sensi, facendo esplodere in concomitanza la questione dell’ergastolo ostativo, puntando i fari di un’accecante luce con le pratiche più idonee, tutto si può ottenere. Imporre al potere la cancellazione di queste misure di tortura, questa deve essere la progettualità.

Caro compagno generoso e combattivo, la tua volontà è più forte di chi ti rinchiude nel sottosuolo con quel regime terribile, come sai bene ti sono sempre vicino, anche in questa lotta dove sei disposto a perdere la vita per raggiungere il tuo scopo, contro il torturocentrismo incarnato in quel regime vile, che deve cessare di esistere assieme all’ergastolo ostativo. Col tuo gesto combatti ancora una volta il potere con una determinazione che si alimenta sempre di più e la tua tenacia è forza, il tuo cuore ne è colmo, come la tua irriducibile e illimitata libertà anarchica. Io sostengo la tua scelta obbligata di usare il tuo corpo come arma fino all’ultima pallottola e mi auspico che non si arrivi a scaricare tutto il caricatore della tua esistenza. Ma invece, che le pratiche solidali della multiformità internazionale, che è sempre presente per la libertà, possano dare risultati come il pulsare in unico battito che riesca ad ottenere il tuo rilascio da un regime duro di totale privazione e isolamento quale il 41 bis. La mia personale veduta e che sarò sempre al tuo fianco, solidale anche da dietro le sbarre con la riottosità del mio vissuto contro il sistema vessatorio carcerario, che cerca di normalizzarci, e utilizzerò tutta la mia forza necessaria per continuare ad affrontare il mostro del lungo isolamento di cui sono prigioniero e avendoti sempre nei miei pensieri sarò sempre più forte. Il potere sta sperimentando nuovi meccanismi di repressione intimidatoria, aver creato il precedente di seppellire in 41 bis un fratello anarchico è un atto intimidatorio, utilizzare il termine “strage” politica o altro come stanno facendo ultimamente è un intimidazione. Paventare il rischio di essere condannati all’ergastolo per una strage mai avvenuta è l’ennesima intimidazione. Appunto perché l’intenzione è quella di intimorire il movimento anarchico d’azione ribelle, attualmente più forte al mondo come forza rivoluzionaria. A me del loro linguaggio non importa nulla, semmai si ricorderà invece il silenzio e l’assenza di compagni, la dove avvenga, nel momento di esprimere una dimensione solidale. Da quel che riesco a capire da dietro le sbarre si sta sviluppando una solidarietà pratica da tutto il mondo, siamo davanti a un momento storico che coinvolge tutte le individualità della rivolta, insurrezionali, rivoluzionarie, per la lotta di liberazione, per cercare di non far passare questi precedenti della ferocia assassina del 41 bis. Da una mia ricerca personale, tutti i prigionieri sottoposti a 41 bis si sono tutti ammalati, e la maggior parte di tumore e si può capire bene perché. Mi immagino che con il coordinamento necessario nelle iniziative pubbliche ci sia la presenza e la partecipazione di migliaia di solidali, anche da parte di chi magari non poteva essere d’accordo su alcune riflessioni di Alfredo, che fece pubblicare e per cui si trova in 41 bis. Per me è proprio nell’isola sarda, il luogo fisico in cui sta Alfredo che si dovrebbe manifestare ostilità, a quel carcere, direttamente con la rabbia di migliaia di solidali insieme alla coerente forza e l’onore dell’anarchia d’azione. L’universalità di coloro che pensano e parlano della loro vicinanza ad Alfredo, sono diventati modi che si convertono in tantissimi gesti d’azione solidali dell’agire anarchico, umano, di vendetta inesauribile quale desiderio della nostra giustizia.

Affondiamo il coltello nelle viscere di tutti i regimi quali il 41 bis, insieme all’ergastolo ostativo, rigiriamo la lama nella ferita sanguinante finché l’assassinio legalizzato si dissangui e cedano.

Solidarietà con gli anarchici Juan, Ivan e Anna in sciopero della fame come arma solidale allo sciopero della fame di Alfredo.

Alfredo fuori dal 41 bis!

Contro i porci infami del nuovo laboratorio repressivo delle intimidazioni.

Per la solidarietà d’azione colma di ardore.

Davide Delogu
presoneri anarkicu sardu deportau

[Novembre 2022]


L’indirizzo del compagno:

Davide Delogu
C. C. di Secondigliano
via Roma verso Scampia 350
80144 Napoli

 


Declaración de Davide Delogu en solidaridad con Alfredo Cospito en huelga de hambre desde el 20 de octubre

El compañero Alfredo Cospito con su gesto nos enseña y da prueba de su inmensa fuerza que nisiquiera la brutalidad del 41bis puede detener, nunca lo podrá destruir y doblegar. Contra las condiciones en las cuales se encuentra, está llevando adelante, con los hechos, una lucha de resistencia, negándose a alimentarse hasta las últimas consecuencias. Salvemos la vida de nuestro compañero. El problema de salir del 41 bis es un desafío por el cual el compañero se vuelve aún más decidido, y recordemos siempre que no está solo y que este es un desafío para todos nosotros. Si en el pasado las luchas contra el 41 bis eran más representativas e inconclusas, sin perseverancia ni planificación alguna, esta vez debe llevarse adelante a toda costa, por cualquier medio. Con perspectivas ciertas para arrebatar al poder a Alfredo del 41 bis, pero se convierte también la ocasión para conseguir a hacer caer este régimen bloqueando la ejecución penal, para aniquilar su praxis de tortura y lógica vengadora en todos los sentidos, haciendo explotar en concomitancia la cuestión de la cadena `perpetua obstativa,  apuntando los faros de una luz cegadora con las prácticas más adecuadas todo se puede obtener.

Imponer al poder la cancelación de estas medidas de tortura, esta debe ser la proyectualidad. Querido compañero generoso y combativo, tu voluntad es más fuerte que la de los que te encierran bajo tierra con ese terrible régimen, como bien sabes estoy siempre cerca de ti, también en esta lucha en la que estás dispuesto a perder la vida para lograr tu objetivo, contra el tortura-centrismo encarnado en ese vil régimen, que debe dejar de existir junto con la cadena perpetua obstativa. Con tu gesto combates una vez más al poder con una determinación que se alimenta cada vez más y tu tenacidad es fuerza, tu corazón está lleno de ella, como tu irreductible e ilimitada libertad anarquista. Yo apoyo tu elección obligada de usar tu cuerpo como arma hasta la última bala y espero que no se llegue a descargar todo el cargador de tu existencia. Pero, en cambio, que las prácticas solidarias de la multiformidad internacional, que siempre esta presente por la libertad, puedan dar resultados como la pulsación en un solo latido que logre obtener tu liberación de un duro régimen de total privación y aislamiento cual es el 41 bis. Mi personal visión y que siempre estaré a su lado, solidario aún desde detrás de los barrotes con la rebeldía de mi experiencia contra el vejatorio sistema penitenciario, que busca normalizarnos, y pondré toda mi fuerza necesaria para seguir enfrentando al monstruo del largo aislamiento del que soy prisionero y teniéndote siempre en mis pensamientos siempre seré más fuerte. El poder esta experimentando nuevos mecanismos de represión intimidatorios, haber creado el precedente de enterrar a un hermano anarquista en el 41bis es un acto intimidatorio, usar el término “masacre” política o de otro tipo como lo están haciendo últimamente es una inimidacion. Temer el riesgo de ser condenados a cadena perpetua por una masacre que nunca ocurrió es otra intimidación más. Precisamente porque la intención es amedrentar al movimiento anarquista de acción rebelde, actualmente el más fuerte del mundo como fuerza revolucionaria. A mí de su lenguaje no me importa nada, en todo caso, si acaso se recordará, en vez, el silencio y la ausencia de compañeros, donde quiera que ocurra, en el momento de expresar una dimensión solidaria. Por lo que puedo entender tras las rejas se está desarrollando una solidaridad  práctica por todo el mundo, estamos ante un momento histórico que involucra a todas las individualidades de la revuelta, insurreccional, revolucionaria, por la lucha de liberación, para tratar de no hacer pasar estos precedentes de la ferocidad asesina del 41 bis. De una mia investigación personal, todos los prisioneros sometidos al 41 bis han caído enfermos, y la mayoría de cáncer y es fácil entender por qué. Me imagino que con la coordinación necesaria en las iniciativas públicas se cuenta con la presencia y la participación de miles de solidarios, incluso de quienes quizás no podían estar de acuerdo con algunas de las reflexiones de Alfredo que hizo publicar y por cuales se encuentra en el 41 bis. Para mí es precisamente en la isla de Cerdeña, el lugar físico en el cual está Alfredo, que se debería manifestar la hostilidad, hacia esa prisión, directamente con la rabia de miles de solidarios junto con la coherente fuerza y el honor de la anarquía de acción. La universalidad de quienes piensan y hablan de su cercanía a Alfredo, se han convertido en caminos que se convierten en tantos gestos de acción solidaria del actuar anarquista, humana, de venganza inagotable cual anhelo de nuestra justicia. Clavemos el cuchillo en las entrañas de todos los regímenes cuales el 41 bis, junto a la cadena perpetua obstativa, giremos el filo en la herida sangrante hasta que el asesinato legalizado sangre y ceda.

Solidaridad con los anarquistas Juan, Iván y Anna en huelga de hambre como arma solidaria a la huelga de hambre de Alfredo.

Alfredo fuera del 41 bis! Contra los cerdos infames del nuevo laboratorio represivo de las intimidaciones.

Por la solidaridad de acción llena de ardor.

Davide Delogu, presonero anarkicu sardu deportau


Davide Delogu
C. C. di Secondigliano
via Roma verso Scampia 350
80144 Napoli

Francia: lettera del compagno anarchico Ivan Alocco [IT – ES]

 

Ciao a tutti e tutte,
Scrivo queste poche righe per darvi qualche notizia.

Continuo lo sciopero della fame che ho cominciato il 27 ottobre, in solidarietà con la lotta di Alfredo Cospito per uscire dal 41 bis. Sto bene. Mi sento stanco e a volte ho dei capogiri, ma la mia determinazione rimane intatta.

É la prima volta da giugno, da quando sono stato rinchiuso qui, che ho l’impressione di fare qualcosa che ne valga la pena, invece di sopravvivere semplicemente e guardare il tempo passare. Due settimane fa, il capo dei secondini ha minacciato di trasferirmi in isolamento se continuo con lo sciopero della fame (« per il mio bene, per essere seguito meglio in caso avessi un problema di salute improvviso »), ma per il momento non ha messo in pratica il suo ricatto.

La mia posta é di nuovo bloccata. Mi hanno dato delle lettere il 24 ottobre, poi più nulla. Allo stesso modo, le lettere che ho scritto alla mia famiglia a partire da metà ottobre non sono ancora arrivate.

Giovedì 24 novembre alle 13,30, mi presenterò davanti al giudice istruttore (Anne Grandjean), al tribunale di Bobigny, per l’interrogatorio.

Alla fine, ho potuto cominciare a leggere i faldoni dell’inchiesta. Già dall’inizio, una piccola sorpresa: la SDAT spiega che hanno cominciato a pedinare me e l’altro compagno (rapidamente scagionato) a partire dal gennaio scorso. Questo a causa di « informazioni confidenziali » (un giudice scrive « informazioni anonime ») che dicevano loro che saremmo stati noi gli autori degli attacchi incendiari contro alcuni veicoli diplomatici o di grandi imprese, rivendicati dagli anarchici.

Tutta la mia solidarietà ad Alfredo, Anna e Juan, in sciopero della fame.
Un pensiero ai prigionieri e alle prigioniere rivoluzionari attraverso il mondo.
Libertà per tutti e tutte !

Ivan

Per scrivergli:
Ivan Alocco
n. d’écrou: 46355
M. A. de Villepinte
40, avenue Vauban
93420 – Villepinte
France

Fonte: infernourbano.altervista.org


Hola a todos y todas,
escribo estas pocas líneas para daros alguna noticia.

Continúo la huelga de hambre que he empezado el 27 de octubre, en solidaridad con la lucha de Alfredo Cospito por salir del 41 bis. Estoy bien. Me siento cansado y a veces me siento mareado, pero mi determinación permanece intacta.

Es la primera vez desde junio, desde que estoy encerrado aquí, que tengo la impresión de hacer algo que valga la pena, en vez de solo sobrevivir y ver pasar el tiempo. Hace dos semanas, el jefe de los carceleros ha amenazado con trasladarme en aislamiento si continuaba con la huelga de hambre (“por mi bien, para que me cuiden mejor en caso de que tenga un problema de salud repentino”), pero por el momento no ha puesto en practica su chantaje.

Mi correo está bloqueado de nuevo. Me han dado cartas el 24 de octubre, luego nada más. Asimismo, las cartas que he escrito a mi familia a partir de mitad de octubre todavía no han llegado.

El jueves 24 de noviembre a las 13.30 compareceré ante la jueza de instrucción (Anne Grandjean), en el tribunal de Bobigny, para el interrogatorio.

Finalmente, he podido comenzar a leer los archivos de la investigación. Ya desde el principio, una pequeña sorpresa: el SDAT explica que han comenzado a seguirme a mí y al otro compañero (exonerado rápidamente) a partir de enero pasado. Esto debido a “informaciónes confidenciales” (un juez escribe “informaciónes anónimas”) que les decían que habriamos sido nosotros los autores de los ataques incendiarios contra algunos vehículos diplomáticos o de grandes empresas, reivindicados por los anarquistas.

Toda mi solidaridad a Alfredo, Anna y Juan, en huelga de hambre.

Un pensamiento a los prisioneros y prisioneras revolucionarixs a traves del mundo.

¡Libertad para todos y todas!

Iván

Para escribirle:

Ivan Alocco

n. d’écrou: 46355
M. A. de Villepinte
40, avenue Vauban
93420 – Villepinte
Francia

Inchiesta Sibilla e 41bis all’anarchico Alfredo Cospito: presa di posizione di alcuni indagati [IT – ES]

Sono uscite in questi giorni le motivazioni della Cassazione inerente la custodia cautelare dell’operazione Sibilla. Ricordiamo brevemente i fatti. Nel settembre 2021, a seguito di anni di indagini condotte dai comandi del Raggruppamento Operativo Speciale dei carabinieri di Milano e Perugia, veniva richiesto dalla procura perugina l’arresto di sette compagni e di una compagna. Quest’ordinanza veniva in parte respinta e ridimensionata dal giudice per le indagini preliminari. L’11 novembre venivano così effettuate dal ROS dei carabinieri decine di perquisizioni, notificata l’indagine Sibilla riguardante una quindicina di anarchici e anarchiche, imposte sei misure cautelari in relazione all’accusa di istigazione a delinquere con l’aggravante della finalità di terrorismo: un mandato d’arresto in carcere per Alfredo Cospito (all’epoca già recluso nel carcere di Terni); gli  arresti domiciliari con tutte le restrizioni per un anarchico di Spoleto; infine, l’obbligo di dimora nel comune di residenza congiunto all’obbligo di firma tre giorni a settimana per quattro compagni. Il giorno stesso dell’operazione venivano oscurati anche due siti internet, roundrobin.info e malacoda.noblogs.org. Durante le perquisizioni venivano sequestrate tutte le copie rinvenute del giornale anarchico “Vetriolo” e dei libri _Quale internazionale?_ e _Mio caro padrone domani ti spar_o editi dalle Edizioni Monte Bove.
Solo cinque settimane dopo, il tribunale del riesame di Perugia revocava l’ordinanza di arresto, cestinando sostanzialmente l’inchiesta. Contro questa sentenza faceva appello il pubblico ministero Manuela Comodi in Cassazione, ottenendo, contro lo stesso parere del Procuratore Generale, il ripristino dell’inchiesta. Con un certo ritardo sono pervenute le motivazioni di questa decisione. Purtroppo il dilungarci in tecnicismi è questa volta necessario per la comprensione dei salti acrobatici con cui la magistratura italiana cerca di tenere in piedi l’operazione Sibilla e con essa probabilmente l’infame decisione di rinchiudere il nostro compagno Alfredo Cospito in 41bis. La Cassazione ha ritenuto infatti che nella sentenza del tribunale della libertà di Perugia ci fosse un passaggio delle motivazioni nelle quali non veniva sufficientemente argomentata la posizione dell’accusa. Questo passaggio riguarda, guarda caso, proprio un articolo di Alfredo su “Vetriolo”, poi ripreso in _Quale internazionale?_. Pertanto la sentenza con la quale siamo stati scagionati viene annullata e si ordina un nuovo riesame per affrontare in maniera più esauriente il punto in questione. Si tratta dunque di una sentenza aperta che non esclude una nuova “assoluzione”, ma che si limita a chiedere che vengano più chiaramente delineati degli aspetti che giudica controversi.
Prendiamo la parola perché vogliamo smascherare la logica politica che sottende questa vicenda. Questa indagine ha un suo ruolo nel provvedimento di 41bis nei confronti del nostro compagno. Affermando che Alfredo “istigasse” dal carcere a commettere azioni rivoluzionarie, essa costituisce una buona ragione per sostenere la necessità di impedirgli ogni comunicazione con l’esterno. Ci prendiamo la responsabilità di denunciare con fermezza quanto a nostro avviso è accaduto. È evidente che la Cassazione abbia ricevuto delle adeguate sollecitazioni affinché l’operazione Sibilla venisse tenuta in vita, per quanto in terapia intensiva. Una decisione presa oltre le stesse richieste del Procuratore Generale, il ritardo nelle motivazioni, la capziosità delle stesse, tutto questo ci parla della necessità di mantenere in piedi, pur arrampicandosi sugli specchi, un’accusa specifica di istigazione nei confronti di Alfredo.
Il primo dicembre si terrà un’udienza per confermare o meno l’applicazione del 41bis nei confronti del nostro compagno per i prossimi quattro anni. Quel giorno i boia dello Stato potranno presentarsi in aula agitando anche questa accusa. Che sia chiaro, pubblicamente, quanto essa sia in realtà traballante (rinvio per difetto di motivazione della sentenza di annullamento su un singolo specifico articolo pubblicato su un giornale anarchico), ma che può diventare, insieme ad altri, un motivo in più per mantenere Alfredo in regime di annientamento e quindi di condannarlo a morte.
Alfredo, infatti, ha intrapreso una lotta molto dura che non lascia spazio alle acrobazie giudiziarie. Di fronte alla prospettiva di passare una vita intera in 41bis, ha preferito, con la coerenza e la determinazione di sempre, mettere in gioco la propria vita in uno sciopero della fame ad oltranza. Da un lato, i vostri bizantinismi coi quali disponete indagini e galera, dall’altro, la linearità, fiera e inequivocabile, dell’anarchismo. Così come i compagni e la compagna che hanno aderito allo sciopero della fame stanno dimostrando il senso più profondo della parola solidarietà. Nel nostro piccolo, anche noi ci mettiamo la faccia e vi promettiamo che non lasceremo sotto silenzio quanto state facendo.

Adriano, Federica, Francesco, Matteo, Michele, Paolo, Sara

 

 

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Cassazione Sibilla


Investigación Sibilla y 41bis al anarquista Alfredo Cospito: Toma de posición de algunos investigados

En estos días han salido las motivaciones de la Casación respecto a la prisión preventiva de la operación Sibilla. Recordemos brevemente los hechos. En septiembre de 2021, después de años de investigaciones realizadas por los jefes del Reagrupamiento Operaciones Especiales de los Carabinieri de Milán y Perugia, venia solicitado por la fiscalia de Perugia el arresto de siete compañeros y de una compañera. Esta ordenanza fue rechazada parcialmente y redimensionada por el juez de instrucción. El 11 de noviembre, venían asi efectuadas por el ROS de los Carabinieri decenas de registros, notificada la investigación Sibilla sobre una quincena de anarquistas, impuestas seis medidas cautelares en relación a la acusación de incitación a delinquir con el agravante de la finalidad de terrorismo: una orden de captura en la cárcel contra Alfredo Cospito (en la época ya recluido en la prisión de Terni); el arresto domiciliario con todas las restricciones para un anarquista de Spoleto; finalmente, la obligación de permanecer en el municipio de residencia combinado con la obligación de firmar tres días a la semana para cuatro compañeros. El mismo día de la operación, también se cerraron dos sitios web, roundrobin.info y malacoda.noblogs.org. Durante los registros, venían secuestrados todos los ejemplares encontrados del periódico anarquista “Vetriolo” y de los libros ¿Qué internacional? y Mi querido patrón, mañana te disparo publicados por las Edizioni Monte Bove.

Solo cinco semanas después, el tribunal de revisión de Perugia revocaba la orden de arresto, básicamente desechando la investigación. Contra esta sentencia interpuso recurso la fiscal Manuela Comodi en Casación, obteniendo, contra el mismo dictamen del Procurador General, la reposición de la investigación. Con un cierto retardo han llegado las motivaciones de esta decisión. Desafortunadamente, el alargarse en tecnicismos esta vez es necesario para comprender los saltos acrobáticos con los cuales la magistratura italiana intenta mantener en pie la Operación Sibilla y con ella, probablemente, la infame decisión de encerrar a nuestro compañero Alfredo Cospito en el 41bis. De hecho, la Casación ha considerado que en la sentencia del tribunal de la libertad de Perugia había un pasaje de los motivos en los que no venia suficientemente argumentada la posición de la acusación. Este pasaje se refiere, mira por donde,  propio a un artículo de Alfredo en “Vetriolo”, despues retomado en ¿Qué internacional? Por lo tanto, la sentencia con la cual hemos sido exonerados viene anulada y se ordena una nueva revisión para abordar el punto en cuestión de manera más exauriente. Se trata, por lo tanto, de una sentencia abierta que no excluye una nueva “absolución”, sino que se limita a pedir que vengan mas claramente destacados los aspectos que considera controvertidos.

Tomamos la palabra porque queremos desenmascarar la lógica política que subyace en este asunto. Esta investigación tiene su propio rol en la disposición del 41bis contra nuestro compañero. Afirmando que Alfredo “instigaba” desde la prisión a cometer acciones revolucionarias, esta constituye una buena razón para sostener la necesidad de impedirle cualquier comunicación con el exterior. Nos asumimos la responsabilidad de denunciar con firmeza cuanto a nuestro entender ha sucedido. Es evidente que la Casación haya recibido solicitaciones adecuadas para que la operación Sibilla se mantuviera en vida, aunque si en cuidados intensivos. Una decisión tomada más allá de las solicitudes del Ministerio Público, la demora en las motivaciones, la engañosidad de las mismas, todo esto nos habla de la necesidad de mantener en pie, auque si escalando en espejos, una acusación especifica de instigación en el confronto de Alfredo.

El 1 de diciembre se realizará una audiencia para confirmar o no la aplicación del 41bis en el confronto de nuestro compañero para los próximos cuatro años. Ese día los verdugos del Estado podrán presentarse en la sala del tribunal agitando también esta acusación. Que quede claro, públicamente, cuanto esta sea tambaleante (aplazamiento por defecto de motivación de la sentencia de nulidad sobre un singular especifico artículo publicado en un diario anarquista), pero que puede convertirse, junto a otros, en un motivo más para mantener a Alfredo en un régimen de aniquilamiento y por lo tanto de condenarlo a muerte.

Alfredo, de hecho, ha emprendido una lucha muy dura que no deja espacio a las acrobacias judiciales. Ante la perspectiva de pasar toda su vida en el 41bis, ha preferido, con la coherencia y la determinación de siempre, jugarse la propia vida en una huelga de hambre hasta el final. Por un lado, vuestros bizantinismos con los cuales disponeis investigaciones y cárcel, por otro lado, la linealidad, orgullosa e inequívoca, del anarquismo. Así como los compañeros y la compañera que se han sumado a la huelga de hambre están demostrando el sentido más profundo de la palabra solidaridad. En nuestro pequeño, nosotros también ponemos la cara y os prometemos que no dejaremos bajo el silencio lo que estáis haciendo.

Adriano, Federica, Francesco, Matteo, Michele, Paolo, Sara

Black smoke pouring forth on a white background.

FUORI ALFREDO DAL 41 BIS Giovedì 1° dicembre 2022 ore 9.30 PRESIDIO AL TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA A ROMA

Il 1° Dicembre si svolgerà l’udienza del riesame sul provvedimento di applicazione del regime detentivo 41bis per i prossimi quattro anni all’anarchico Alfredo Cospito.
Alfredo, trasferito dal circuito di Alta sicurezza 2, è stato rinchiuso nel carcere di Bancali a Sassari in regime 41 bis dal 5 maggio e contro questo provvedimento ha intrapreso uno sciopero della fame ad oltranza dal 20 ottobre.
Nel frattempo Juan Sorroche, Ivan Alocco e Anna Beniamino si sono unitx allo sciopero della fame da altre carceri e il sostegno alla lotta è arrivato da numerosi prigionieri rivoluzionari.
È passato più di un mese ed è sempre più urgente rispondere con la solidarietà.
L’udienza nei confronti di Alfredo si svolgerà presso il tribunale di sorveglianza di Roma che ha competenza esclusiva per le decisioni sui reclami avverso i provvedimenti applicativi del regime di 41 bis per qualsiasi persona detenuta.
Negli anni le procure sono passate da varie inchieste antiterrorismo, con tutto il seguito di mediaticità e propaganda degli organi di stampa e di stato, al facile inserimento dei reati associativi, per poi arrivare all’oscura ombra del 41bis.
Un regime di tortura che rappresenta una minaccia e un pericolo che riguarda tutte e tutti.
Sappiamo infatti che la repressione si muove su più livelli: non solo quello punitivo della pena inflitta per il reato contestato, ma anche quello preventivo, di monito, per chiunque pensi possibile ribellarsi, e
quello vendicativo, volto a debellare l’idea rivoluzionaria e di lotta in generale.
Alfredo ha sempre contribuito al dibattito con scritti pubblici e ha continuato l’attività di editoria anarchica anche dal carcere. Proprio questa è stata ritenuta dagli inquirenti “istigatoria” del movimento anarchico, descritto come una organizzazione formale con ruoli e gerarchie.
Quindi, la logica del 41bis di recidere i contatti con la presunta “associazione” di appartenenza esterna viene messa in pratica vietando, nell’isolamento totale, rapporti epistolari con chiunque, la socialità e perfino letture di quotidiani, libri e riviste, anche di movimento.
L’obiettivo è l’annientamento di un prigioniero rivoluzionario.
Al punto che, al giorno d’oggi, non è possibile conoscere la dichiarazione con cui Alfredo spiegava le ragioni dello sciopero della fame perché, durante il processo in videoconferenza, il giudice ha tolto l’audio al microfono.
Vogliamo fermare questa spirale repressiva. È la lotta di Alfredo in sciopero della fame che sta rischiando la sua vita, è quella di Juan, Ivan e Anna ed è la nostra lotta.

PER CHI HA A CUORE LA VITA DI ALFREDO, JUAN, IVAN E ANNA
Giovedì 1 dicembre ore 9.30 presidio al Tribunale di sorveglianza in via
Triboniano 5 (nei pressi di piazza Cavour).
FUORI ALFREDO DAL 41 BIS
CONTRO IL CARCERE E LA SOCIETÀ CHE NE HA BISOGNO

 

 

anarchiche e anarchici

Euskal Herria: pubblicazione muraria ripercorre la lotta di Alfredo Cospito contro il 41bis e l’ergastolo ostativo

Pubblicazione basca muraria ripercorre la lotta di Alfredo Cospito, prigioniero anarchico, dal 20 ottobre in sciopero della fame contro il 41bis e l’ergastolo ostativo.

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EGUNKARIA